CATANIA-GELA
A partire dal 1872 gli imprenditori del comprensorio agricolo del Calatino fecero richiesta di costruzione di una strada ferrata che collegasse la città di Caltagirone con Catania innestandosi, in prossimità del Lago di Lentini sulla Siracusa-Catania già in esercizio dal 1869. L'esigenza del tronco ferroviario era connessa alla possibilità ed alla prospettiva di inaugurare nuove possibilità di espandere il commercio e l'esportazione dei prodotti agricoli del comprensorio calatino avvalendosi anche del commercio marittimo del Porto di Catania.
La Caltagirone-Valsavoja venne inserita tra le linee di 3 categoria da costruire; prevedeva il contributo degli enti locali interessati per la costruzione. I Comuni interessati si costituirono in consorzio allo scopo di presentare al Governo la richiesta di Concessione; a Caltagirone il 6 agosto 1877 venne elaborato e approvato un progetto che prevedeva uno stanziamento degli enti locali, per un totale di 2.000.000 di lire del tempo, così ripartito percentualmente: Provincia di Catania 15%, Comune di Catania 12%, Caltagirone 37%, Grammichele 7%, Vizzini 12%, Militello 9%, Scordia 5%, Licodia Eubea 3%.
Il Governo approvò lo stanziamento dei fondi necessari nel mese di ottobre 1881 ma con il contributo di un decimo delle spese a carico del consorzio. La concessione ottenuta dalla Società per le Strade Ferrate della Sicilia permise l'avvio dei lavori; il primo tratto da Valsavoia a Scordia venne aperto a fine 1889, l'intera linea venne aperta al traffico il 31 ottobre 1892.
La tratta, chiusa dal 2017 a causa di un incidente, è stata riattivata 18 febbraio 2019, con corse giornaliere tra Catania e Caltagirone, i mezzi utilizzati sono automotrici ALn668 e Minuetti Diesel ALn501/502.
La tratta da Caltagirone a Gela, lunga 45 km, fu approvata solo nel 1911 e inserita tra le ferrovie di 4 categoria ed autorizzata a scartamento ridotto insieme ad altre ferrovie secondarie. Il collegamento avrebbe ridotto il percorso totale da Catania a circa 135 km, molto più breve degli itinerari via Canicattì di circa 231 km e via Siracusa e Ragusa di 268 km ma penalizzato dalla "rottura di carico" a Caltagirone. Lo scoppio della prima guerra mondiale bloccò tutto. Nel 1921 veniva presentato un disegno di legge per la conversione a scartamento normale del progetto di costruzione[3]. Ma i lavori languirono, e lo scoppio della seconda guerra mondiale li bloccò del tutto. Nei primi anni cinquanta venne approntato uno studio per riprendere i lavori aggiornando ancora una volta il progetto con: curve con raggio minimo di 500 m, pendenza massima del 18 per mille e velocità di 95 km/h. I lavori iniziarono nell'aprile 1952 e l'apertura al traffico avvenne nel novembre 1979.
Il viaggio inaugurale è stato effettuato da due locomotive D.345, la 345.1122 e la 345.1132 arrivate in sussidio temporaneo, che qualche tempo dopo sono state riportate via, lasciando gli oneri del servizio sulla linea alle più vecchie D.343 del deposito locomotive di Catania.
Il collegamento attivato apriva un itinerario diretto fra i centri agricoli ed industriali di Gela, Licata, Vittoria, Modica, Ragusa, Niscemi e Caltagirone con le aree commerciali di consumo e in direzione di Messina e del continente. Il ritardo nella costruzione ebbe conseguenze sul futuro della linea; ad esso si aggiunse la crisi delle Ferrovie dello Stato i cui programmi di sviluppo e modernizzazione furono rimessi in discussione dai diversi orientamenti politici, infine il trasporto merci della direttrice si era riversato sui TIR e sulle strade. La linea ebbe comunque un consistente movimento di viaggiatori pendolari data la presenza del Polo petrolchimico di Gela e di merci tra cui preponderanti erano i prodotti raffinati del petrolio verso i mercati esteri e nazionali. Tuttavia la mancata elettrificazione, che obbligava a doppie e triple trazioni dei treni merci con le poco potenti locomotive 343, con costi molto alti e l'utilizzo, per i treni viaggiatori, di ALn 668. 1500 e 1600 lente in salita e vittime di frequenti avarie, distolse alla linea anche il traffico pendolari. L'8 maggio 2011 la linea fu purtroppo interrotta, nella tratta Caltagirone-Gela, dal crollo al km 326+600 della nona e decima arcata e di un pilone del viadotto di Piano Carbone. I collegamenti tra i due centri sono tutt'ora sostituiti da bus. Il crollo del viadotto ha comportato la chiusura al transito della sottostante SP 39 Niscemi-Caltagirone. Il viadotto è stato demolito il 7 ottobre 2014.
Progetto di riapertura
Un progetto per la ricostruzione del viadotto crollato e per la riapertura della tratta ferroviaria, comprendente, l'ammodernamento degli altri 11 viadotti presenti e di altre opere minori, è stato presentato nell'agosto 2018.
Si prevede di riaprire la tratta Caltagirone-Gela nel 2022.
